A quasi 2 anni dall’inizio della pandemia la situazione sanitaria nel nostro paese, come nel resto del mondo, sembra non migliorare anzi in queste ultime settimane si sta registrando un boom di casi di infezione da Covid-19, che sembra fuori controllo.

Però bisogna anche ricordarsi che il picco di influenza stagionale c’è sempre da dicembre a marzo, ogni anno da una vita, quindi, a parte la grande paura… non ci si deve meravigliare troppo, soprattutto noi che lavoriamo in questo settore. 

È vero, un passo avanti è stato fatto con i nuovi vaccini che probabilmente hanno reso il virus meno aggressivo e pericoloso, anche se da un vaccino vero e proprio ci dobbiamo aspettare di essere resi proprio immuni dal virus, cioè di non ammalarsi e non essere contagiosi, mentre in questo caso molti si stanno ammalando ugualmente.
Ma comunque abbiamo fede nella scienza per il prossimo futuro. 

Evoluzione Clinica del virus 

Proviamo a fare chiarezza sull’evoluzione clinica della malattia, che ci permette di capire perché è bene trattare subito i primi sintomi dell’infezione.

Gli studi attuali e la nostra esperienza di farmacisti della Farmacia Balducci ci portano ad agire in modo naturale o comunque con una terapia integrata tra specialità medicinale e prodotti erboristici originali, che non vuole sostituirsi ai consigli del medico curante, ma essere un supporto importante per chi si è ammalato, sia vaccinato che non. L’aspetto per noi fondamentale è la cura immediata dei primi sintomi, che possiamo provare a trattare tranquillamente a casa, sempre informando il medico curante per sapere se qualche sostanza può essere dannosa (se assumi altri farmaci il tuo medico lo sa bene).

Prima però è giusto parlare di un po’ di cose noiose, scusa ma è inevitabile:

  • Cos’è un virus? Un virus intanto non va confuso con un batterio, o battere, come si dice. 
  • Un virus è un parassita cellulare obbligato, cioè capace di vivere e di riprodursi solo all’interno della cellula ospite. In questo caso è un Coronavirus, come tutti sappiamo ormai, perché all’esterno presenta proprio una “corona” di proteine molto particolari.
  • Covid-19 è un acronimo che sta per Corona Virus Disease 2019 (Malattia da Coronavirus 2019) e indica appunto la malattia.
  • Questa malattia può essere caratterizzata da una sindrome respiratoria acuta grave e SARS-CoV-2 è il nome dato a questo Coronavirus del 2019.
Virus e Batteri

SARS-CoV-2 è quindi il Virus e si tratta di un nuovo ceppo che non era stato ancora identificato nell’uomo.

È costituito da un involucro esterno formato da proteine, come la famosa proteina Spike che permette al virus di individuare la cellula ospite e di attaccarla. All’interno dell’involucro, chiamato anche “capside”, è presente il materiale genetico, nel caso del virus Sars-Cov-2 è RNA, e non DNA

Quindi, anche i virus, questi microscopici “esserini”, posseggono i loro “geni”, proprio come gli uomini! Certo, sono infinitamente più semplici, ma proprio come noi umani cercano di difendersi dai pericoli, di restare in vita il più possibile e di tramandare il loro patrimonio genetico.

I virus quindi si attaccano, tramite le proteine del loro involucro a dei “ganci” (sempre costituiti da proteine) presenti sulla cellula ospite, che sia di un uomo o di un animale, ci rilasciano all’interno il proprio materiale genetico e sfruttano poi le strutture della stessa cellula per replicarsi, cioè formare nuovi virus che escono dalla cellula e vanno a infettarne altre (fino ad invadere tutto il corpo umano).

Il virus che provoca infezioni da Covid 19 agisce esattamente nello stesso modo!

Ora vediamo invece come reagisce il nostro organismo se, sfortunatamente, viene a contatto con il virus. 

Possiamo semplificare la malattia provocata da Covid 19 in 2 fasi, che comunque si intrecciano sempre tra di loro:

  • Fase 1 “virologica”: questa è la fase in cui il virus è entrato nel nostro organismo e inizia a replicarsi. I sintomi sono i più comuni e li possiamo definire “influenzali”: febbre sotto i 37.5, tosse, mancanza di energia, mal di testa, diarrea e perdita del gusto e dell’olfatto. Questa fase dura fino ad una settimana e il nostro organismo attiva in forze il sistema immunitario fino a portare, nella maggior parte dei casi, alla produzione di anticorpi specifici contro il virus. È presente una risposta infiammatoria che cresce ogni giorno di più.
  • Fase 2 “infiammatoria”: dopo 7-10 giorni il virus ha già invaso l’organismo, la risposta infiammatoria può essere davvero forte e talvolta eccessiva per le condizioni dell’organismo. Bisogna ricordare a questo proposito che l’infiammazione, di base, è un processo positivo che permette al nostro organismo di combattere il virus tramite la produzione equilibrata di citochine (sostanze che il sistema immunitario usa per darsi comunicazioni immediate), interferoni, ma anche i così detti “eicosanoidi”, principalmente prostaglandine, prostacicline, leucotrieni e trombossani.

Il problema si verifica se la risposta infiammatoria è eccessiva, sregolata, incontrollata, quando si ha un’ iper-produzione di queste sostanze che finiscono per attaccare anche le nostre cellule e provocare danni. 

Avrai sentito parlare dai molti virologi della TV di “tempesta citochinica”. Ecco, si tratta di un numero troppo alto di queste citochine infiammatorie e allora si possono sviluppare polmoniti gravi, come conseguenza dell’infezione.

Da questa breve introduzione possiamo giungere a un’importante conclusione: è fondamentale agire nella prima fase dell’infezione aiutando il nostro sistema immunitario a combattere il virus, attraverso sostanze naturali, per evitare di arrivare alla fase 2, e contemporaneamente utilizzare antinfiammatori per prevenire la possibile risposta iper-infiammatoria che caratterizza la seconda fase.

Ecco dunque un protocollo studiato in base a quello che ho appena spiegato e che può essere utile nelle prima fasi della malattia:

  • Una prima miscela di Pelargonium sidoides (geranio africano), Glycyrrhiza glabra (liquirizia), Camelia sinensis (tè verde) e Zingiber officinale (zenzero). Il mix di questi estratti di piante, secondo gli studi più recenti, ha sicuramente un’azione antivirale, cioè può bloccare l’ingresso del virus nella cellula e la sua replicazione.

Vediamo perché.

Il Pelargonio è una pianta originaria dell’Africa di cui si utilizzano le radici, i principali componenti attivi sono i polifenoli, polisaccaridi e le cumarine.

Virus - Rimedi Naturali

Ha 3 importanti funzioni:

  • Azione antivirale interagendo con l’emoagglutinina, una proteina presente sulla superficie del virus responsabile dell’adesione alla cellula ospite, e la neuraminidasi, un’altra proteina virale che permette invece ai virus appena formati di staccarsi dalla cellula ospite per andare a infettarne altre. Quindi blocca l’ingresso e l’uscita del virus dalla cellula;
  • Fa aumentare l’attività ciliare delle cellule della mucosa a livello bronchiale, ha quindi un’attività secretoria ed espettorante, molto importante contro la tosse;
  • Modula l’attivazione e la produzione dei mediatori dell’infiammazione (Vedi lo studio).

La Liquirizia è una pianta erbacea il cui principale componente è l’acido glicirrizico o glicirrizina, che si è dimostrato in grado di ridurre l’accumulo polmonare di piastrine e di fermare le citochine pro-infiammatorie. Inoltre si lega all’enzima di conversione dell’angiotensina-2 (ACE2) che rappresenta uno di quei ganci sulla cellula ospite che il virus sfrutta per entrare in nuove cellule (Vedi lo studio).

Il Tè verde è una pianta molto conosciuta e usata anche in Italia, l’estratto utilizzato in questo preparato è titolato in EGCG (epigallocatechina gallato) che è un potente antiossidante. In più si è visto che contro Sars-Cov-2 EGCG è in grado di legarsi anch’essa all’ ACE2, impedendo quindi al virus di infettare nuove cellule, e di ridurre l’attività di un’importante proteasi (Mpro) che è una struttura virale senza la quale il virus non può replicarsi e infettare nuove cellule. (Vedi lo studio).

Lo Zenzero ha un’attività immunomodulante, antivirale e riduce i sintomi della prima fase. (Vedi lo studio)

  • Una seconda miscela di Curcuma longa, Boswellia serrata e Harpagophytum procumbens (artiglio del diavolo), tutte piante con nota azione antinfiammatoria e quindi fondamentali per prevenire la risposta iper-infiammatoria della seconda fase. 

Ribadisco che l’infiammazione è una risposta fisiologica indotta da infezioni (come quella da Sars-Cov-2) o lesioni tissutali regolata da una serie di risposte innescate dal sistema immunitario: questo processo si traduce in un aumento dei livelli dei mediatori dell’infiammazione (abbiamo già detto di citochine e interferoni) e dei radicali liberi dell’ossigeno, che causano il noto stress ossidativo.

La Curcuma, famosissima spezia famosa anche in ambito culinario, possiede proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. La curcumina, il principale componente della curcuma, agisce come gli antinfiammatori di sintesi (i famosi FANS, gli antinfiammatori non steroidei), cioè blocca la conversione dell’acido arachidonico (un componente delle membrane delle cellule) in eicosanoidi pro-infiammatori, che sono i mediatori e responsabili dell’infiammazione, ma a differenza degli antinfiammatori di sintesi non ha effetti lesivi a livello dello stomaco (anzi gli effetti a livello gastro-intestinale sono molto positivi); inoltre riduce anche la produzione di citochine pro-infiammatorie. (Vedi lo studio)

La Boswellia  agisce come antinfiammatorio riducendo i livelli dei mediatori dell’infiammazione e aumentando quello dell’interleuchina 10, una citochina che invece ha un’attività antinfiammatoria. Inoltre blocca la migrazione leucocitaria, cioè fa sì che i leucociti (globuli bianchi) non raggiungano il sito dell’infiammazione, dove rilascerebbero delle proteine responsabili della degradazione dei tessuti. (Vedi lo studio)

Infine l’Artiglio del diavolo che oltre alle proprietà antinfiammatorie, mostra anche capacità antidolorifiche.

  • Vitamina C o acido ascorbico è una delle vitamine più conosciute e da sempre quella che tutti associamo alla prevenzione di malattie influenzali, quante volte avrai sentito dire alla nonna “se  ti fa male la gola e hai un po’ di raffreddore fatti una bella spremuta di arance!”  e la nonna ha sempre ragione!
Virus - Medicina Naturale

Le arance sono ricchissime di vitamina C (anche se non è l’unico alimento ricco di vitamina C, basta pensare a kiwi, gli spinaci, i broccoli ecc..), ma in questa fase della malattia è bene che l’apporto di vitamina C sia molto elevato (2g al giorno di vitamina C, circa 4 Kg di arance!) e ora ti spiego perché. 

Il principale ruolo della vitamina C è quello di antiossidante. E gli antiossidanti hanno semplicemente il ruolo di ridurre lo stress ossidativo aumentato da molecole ossidanti, i famosi radicali liberi. Questi radicali liberi hanno elevata reattività e instabilità chimica, vanno ad attaccare componenti delle altre cellule umane, quali lipidi, proteine, e anche acidi nucleici, con conseguenti alterazioni strutturali. La Vitamina C che è un potente antiossidante naturale va a “spengere” i radicali liberi, cioè li rende meno instabili e quindi più innocui. (Vedi lo studio)

  • Vitamina D è una vitamina necessaria per l’assorbimento di alcuni minerali come il calcio e il magnesio a livello intestinale e come sappiamo “fissa” nelle ossa proprio il calcio presente nell’organismo. Il nostro corpo produce vitamina D nella pelle a partire dal colesterolo, attraverso una reazione chimica che dipende dall’esposizione alla luce solare (ecco perché è così importante esporsi al sole, anche se con moderazione!). 

Ma cosa c’entra la vitamina D con il Covid? La vitamina D svolge un ruolo indispensabile per l’attivazione delle nostre difese immunitarie: senza di essa, le cellule T non sarebbero in grado di reagire e combattere le infezioni e i virus che attaccano l’organismo. 

Recenti studi hanno dimostrato che la vitamina D riduce il rischio di infezioni virali migliorando le barriere fisiologiche e aumentando la produzione di piccole proteine antimicrobiche nell’epitelio polmonare (non a caso i suoi recettori sono ampiamente distribuiti nell’epitelio dell’alveolo polmonare). 

La vitamina D inoltre previene la tempesta citochinica in pazienti affetti da Covid, cioè quella reazione esageratamente violenta delle difese immunitarie che, anziché proteggere dal virus, attaccano tutti gli organi del paziente. (Vedi lo studio)

Agendo su più fronti, quindi, noi possiamo veramente aiutare il nostro organismo a reagire contro questa temibile malattia, per renderla meno pericolosa e spaventosa. Basta seguire questi preziosi consigli e tenere in casa tutto il necessario per poter affrontare in modo più consapevole e sereno l’eventuale contatto con il virus e non farsi trovare impreparati. 

Il nostro corpo è una macchina bellissima, probabilmente perfetta, è stato messo a dura prova in questi ultimi anni ma senza perdere la fiducia in lui e con qualche piccolo supporto possiamo vincere anche questa battaglia!

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