Proprio ieri cercavo tra i miei pensieri… cercavo quello che ogni Farmacista innamorato del proprio lavoro cerca, cioè il punto di partenza per aiutare davvero le persone in questo momento di estrema connessione digitale, in cui i pensieri sono piuttosto incasinati e volatili.

Per un Farmacista o un Medico aiutare vuol dire prima di tutto capire cos’è che da stare bene porta a stare male, cioè cosa ci porta dalla Salute alla Malattia, e cosa può invertire questo cammino, cioè ritornare a stare bene.

Durante questa difficile ricerca, immagino dietro un mucchio di neuroni un po’ stanchi, ho trovato quello che cercavo, che bada bene non è la soluzione, ma comunque è il principio di tutto, quello che nel 99% dei casi porta la persona a non stare bene o a ritrovare con fatica la salute.

Genetica

Infatti, come possiamo verificare ogni giorno con decine di persone in Farmacia, il principio è piuttosto semplice e banale; si tratta di una connessione, la RELAZIONE MENTE – CORPO.

Credo che tu sia già sull’attenti, a questo punto, e cerco di leggere la tua domanda: “Cosa dice il Farmacista? Che cosa intende con queste tre parole che mi fanno paura anche solo a leggerle?” 

In realtà è molto semplice e credo che già più volte tu l’abbia sperimentato su te stesso e sui tuoi cari.

Relazione Mente – Corpo parte prima di tutto da quella che chiamo manifestazione fisica, cioè come appariamo e ci mostriamo a noi e agli altri (sia le cose belle che quelle brutte, sia in Salute che in Malattia), cioè com’è fatto il nostro corpo, come ci vedono gli altri e come ci vediamo anche noi allo specchio ogni giorno, sia fuori (estetica esteriore) che dentro (organizzazione di cellule).

Mi rendo conto che questa prima descrizione sia un po’ difficile, ma pensala così: il tuo corpo è una manifestazione fisica di quello che è scritto nel tuo DNA.

Già, questo è il secondo step della Relazione Mente – Corpo: il tuo corpo può esprimere e mostrare solo cose che tu geneticamente hai dentro, che derivano dai tuoi cari antenati e che sta scritta nel DNA di ogni tua cellula.

Ribadisco spesso l’aggettivo possessivo TUO/TUOI volontariamente, perché nessun essere vivente è identico ad un altro, quindi se tu riesci nella vita a manifestare fisicamente tutto quello che c’è scritto nel tuo DNA sarai esattamente una persona unica e diversa da tutte le altre.

Tu… sei diverso… da me, da tua madre, da tuo padre, dai tuoi figli, ecc.

A questa spiegazione, però, devo aggiungerne un’altra parallela e complementare: d’altra parte non potrai mai mostrare quello che geneticamente non possiedi!

In altre parole, se tu corri i 100 metri piani in 9 secondi e sei Recordman mondiale è perché con l’allenamento costante hai stimolato le cellule del tuo corpo a svilupparsi in quel modo, secondo il tuo DNA specifico, che sicuramente è fatto per questo… per cui, probabilmente, se ti fossi allenato da maratoneta non avresti raggiunto gli stessi risultati, proprio perché la tua genetica ha previsto che tu sia un velocista, il più forte del mondo nei 100 metri ma non il più forte corridore sui 42 km della maratona.

Attività e genetica

Mi spiego meglio, non è che tu non possa correre la maratona di 42 km, ma mentre sui 100 metri sarai il numero 1, probabilmente nella maratona sarai uno dei tanti.

Faccio un esempio più pratico.

Conoscerai sicuramente Michael Jordan, l’uomo eletto per acclamazione “miglior giocatore di Basket di sempre” e non sto a dirti tutto quello che ha vinto dall’inizio degli anni ‘80 fino al 2003, quando si è ritirato.

Ha un patrimonio calcolato di 1,9 miliardi di dollari, frutto di stipendi, sponsorizzazioni e business milionari, ma già nel 1993 aveva vinto quasi tutto e non aveva certo problemi economici.

Perché ti indico proprio il 1993?

Perché MJ nel 1993, a 30 anni e nel pieno della maturità fisica ed agonistica, decise di cambiare sport, di provare a giocare tra i professionisti del Baseball.

Suo padre era stato ucciso in agosto da alcuni malviventi e lui aveva perso tutti gli stimoli: aveva già vinto tutto, era ricco e famoso e si volle cimentare in un altro sport, il Baseball appunto, quello sport che il padre morto amava tanto.

Non fu difficile per MJ trovare un contratto in squadre professionistiche, anche perché in conferenza stampa affermò: ”Voglio dimostrare di poter primeggiare anche in un’altra disciplina”. La volontà quindi c’era, la preparazione atletica pure, il richiamo mediatico era enorme.

Fu così che nel marzo 1994 MJ cominciò la sua carriera da giocatore di Baseball, lui, il numero 1 del Basket di tutti i tempi…

E cosa successe?

Dopo un anno i risultati furono così modesti che giornalisti e tifosi, che si aspettano sempre qualcosa in più, cominciarono a sparare a zero su MJ e il suo staff, tanto che nel giro di poco tempo la situazione divenne insostenibile: il Campione quindi, da persona intelligente, decise di riprendere la via che il suo DNA gli aveva sempre indicato: essere il numero 1 nel Basket!

La storia poi è risaputa, il ritorno a Chicago con i Bulls, la vittoria di altri titoli NBA e la conferma della sua grandezza fino al 1999, anno in cui lasciò la sua squadra di sempre per terminare la carriera, sempre da giocatore di Basket e non di Baseball con i Washington Wizards, nel 2003.

Anche MJ ha provato sulla sua pelle i frutti di questa importantissima Relazione Mente – Corpo, ovvero: il suo corpo può esprimere e mostrare solo cose che geneticamente ha dentro, che derivano da fattori di genetica e che sono scritte nel DNA di ogni cellula.

Se sei nato pesce, non puoi brucare l’erba di un prato!

Se sei nato drago incendiario, non puoi fare il pompiere (ti ricordi Grisù il draghetto?)

E ciò che Mente e Corpo ci suggeriscono: le nostre passioni, attitudini, capacità, se assecondate, sono un importante tassello per la costruzione della nostra salute, sia fisica, che mentale.

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Pubblicato in: Psiche ed emozioni

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