Una delle popolazioni più longeve in assoluto è quella che abita l’isola di Okinawa vicino al Giappone che viene chiamata da molti “l’isola dei centenari”.

In realtà è un arcipelago tra le Filippine, la Cina e il Giappone, costituito da ben 161 isole. Si tratta quindi di una miriade di piccoli puntini nel Mar Cinese Orientale, sparsi per oltre 1300 km.

Quest’isola ospita, appunto, le persone più longeve del mondo, cioè quelle che raggiungono una vita davvero di qualità, oltre che lunga.
Praticamente le cardiopatie sono inesistenti, così come il tumore della mammella nelle donne per cui non è necessaria la mammografia, e gli anziani sanno a malapena cosa sia il tumore della prostata.

Quindi, se si volessero individuare i “tre Killers” principali del mondo Occidentale, cioè le malattie coronariche, gli ictus e i tumori, a Okinawa proprio se ne registra l’incidenza più bassa in assoluto.

Non è proprio dietro l’angolo, potresti obiettare!

Vero, ma fortunatamente non è l’unica area felice della terra da questo punto di vista: ci sono popolazioni molto longeve anche in Sardegna o in Calabria, per restare in Italia, ma anche altre parti del mondo tipo l’Ecuador e altre zone delle Ande sudamericane, così come alcune isole della Grecia.

Perfino negli Stati Uniti, patria riconosciuta degli hamburgers e delle malattie del benessere, c’è un’eccezione rispetto alla stragrande maggioranza degli americani e sono gli appartenenti alla Chiesa avventista in California.

Comprendi bene che se qualcuno ce la fa negli Stati Uniti, qui in Italia può farcela chiunque!

Cosa hanno in comune queste popolazioni indigene che non cambiano mai residenza e la comunità della Chiesa avventista in California?

Seguono tutte un’alimentazione e uno stile di vita simile.

Mi spiego meglio.

Come ho già scritto in altri articoli, il 30% circa di quello che naturalmente ci accadrebbe nella vita è dovuto alla nostra genetica, cioè a come sono fatti i nostri cromosomi e a quello che ci viene trasmesso dai nostri genitori.

Il restante 70% è dovuto all’ambiente, cioè a quello che noi decidiamo di fare (o di subire passivamente) durante la nostra vita.

Adesso attenzione a questo punto: fino a qualche anno fa questo rapporto era invertito, cioè gli studiosi ritenevano che il 70% di quello che siamo dipendesse dalla genetica e solo il 30% dalle nostre abitudini, dal nostro stile di vita.

Il fatto che adesso si pensi in modo opposto la dice lunga su come ci si dovrebbe comportare.

Cioè, se tu sai che nella tua vita il 70% di quello che succede è dovuto alla genetica, allora diventi molto fatalista, cioè se tu rinunci pure a tanti “vizi”, sai comunque che 7 volte su 10 ti accadrà qualcosa in ogni caso: per questo, molto spesso, rinunciare per te diventa difficilissimo.

Ma ora che ti ricordo che questo rapporto si inverte, significa che solo 3 volte su 10 le cose che accadono sono scritte nel tuo DNA, mentre le altre 7 volte accadono solo se tu vuoi che accadano (cioè se esageri nel tuo comportamento quotidiano).

Questo, secondo me, è il punto principale.

Adesso con le nostre conoscenze ha molta più importanza la vera prevenzione delle malattie e quindi lo stile di vita, cioè le nostre abitudini quotidiane, rispetto ad aspettare di ammalarsi comportandoci senza consapevolezza, prendendo come scusa “il Destino”.

Cioè capisci? Noi possiamo influenzare per il 70% la nostra esistenza e in questo caso parlo chiaramente di salute.

Perché tu sai bene che senza salute non c’è nient’altro, relazioni, fama, gloria, soldi, potere…non c’è nient’altro senza la salute.

Arrivato alla fine di questo articolo però devo soddisfare la tua curiosità: quali sono i fattori studiati che influenzano così tanto i parametri di vita di quelle popolazioni che ti ho nominato prima?

  • l’alimentazione ricca di cereali integrali, verdure e Omega 3 di pesce, alghe e frutta secca, con cibo meno raffinato possibile, non trattato industrialmente;
  • l’utilizzo quotidiano di spezie in cucina, fra cui la curcuma, il peperoncino, l’aglio e la cipolla;
  • l’esercizio fisico quotidiano, sia per lavoro che per attività sportiva;
  • il benessere spirituale.

 

Questi quattro punti, dicono gli scienziati, influenzano in modo inequivocabile la velocità con cui ti ammali, lo stress e la qualità della vita ad ogni età.

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