Quando parliamo di uso di piante in medicina, spesso si osserva grande confusione e un approccio dubbioso e sfiduciato. Ma è omeopatico? Ma funziona?
Alcuni pensano che le piante siano utili a risolvere solo problemi di poco conto con effetti davvero limitati, forse non sapendo che alcune di queste, per secoli, hanno rappresentato la storia della Medicina di molti paesi orientali e tutt’oggi rappresentano gli unici rimedi per molte popolazioni.

Oggi, in particolare, parliamo di piante che possono essere molto utili per la loro azione sulle funzioni psico-fisiche dell’organismo, ovvero:

 

  • il Ginkgo biloba;
  • il Panax quinquefolius;
  • la Withania somnifera.

 

Ognuna di queste piante, sempre tenendo in considerazione i farmaci che una persona già assume, possono essere utilizzate con buoni risultati per aiutare le funzioni del nostro cervello.

Ginkgo biloba può aiutarti con i vuoti di memoria

Usato da millenni nella Medicina orientale tanto da essere considerato un “fossile vivente”, oltre ad essere un potente antiossidante, è sempre più studiato nelle patologie del Sistema Nervoso Centrale.
Nei primi esperimenti ha mostrato risultati promettenti nelle fasi iniziali di Demenza Senile e malattia di Alzheimer, problematiche gravi e in grande crescita nel mondo occidentale, inoltre il Ginkgo ha un effetto noto anche sul Tinnitus, cioè gli Acufeni detti volgarmente anche “fischio nell’orecchio”.
Soprattutto quando si può agire sulla circolazione sanguigna per trattare gli Acufeni, l’estratto di questa pianta si rivela davvero utile.
Infine un altro utilizzo del Ginkgo è quello nel tremore e nella difficoltà a camminare quando il problema è di tipo circolatorio.
Molto spesso viene sottovalutato l’uso di questo estratto, ma di studi scientifici ce ne sono davvero centinaia. (clicca qui per consultarli)

Panax quinquefolius può aiutarti con i problemi di memoria

La seconda pianta che affrontiamo è il Panax quinquefolius, detto anche Ginseng Americano.

Alcuni recenti studi sull’utilizzo di questo estratto hanno mostrato uno stimolo delle funzioni cognitive, come ad esempio l’attenzione, la memoria e l’apprendimento oltre alla capacità di mettere in pratica più velocemente le nozioni imparate.

Parliamo di effetti molto importanti nel nostro mondo eccessivamente stimolante, considerando anche l’aumento incredibile di prescrizioni di farmaci ansiolitici ed antidepressivi.

E parlando proprio di ansia, l’ultima pianta di cui parlare è la Whitania somnifera.

Whitania somnifera ti può aiutare con i problemi di memoria

Conosciuta anche come Ashwagandha o Ginseng Indiano.

Anche questa pianta agisce sulle funzioni cognitive e quindi sul Sistema Nervoso Centrale, ma forse gli studi più interessanti sono proprio quelli in cui si nota un buon controllo di molti sintomi, correlati allo stato ansioso, in pazienti trattati con estratti specifici.

Chiaramente gli studi sulla Medicina Naturale e su queste piante devono continuare in modo sempre più specifico e preciso, ma se ci sono le condizioni crediamo che dovrebbero sempre essere provate sui pazienti prima di iniziare una terapia farmacologica con specialità medicinali, a cui si può sempre ricorrere in un secondo momento.

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