Pochissime persone sono consapevoli delle loro passioni.
Pochissime persone si chiedono se il nostro obiettivo nella vita è essere felici.  

Intanto, dobbiamo dire che è già molto difficile dare una definizione di “Felicità“, considerando che tutti i filosofi, dai Greci fino ai contemporanei, non sono riusciti a trovarne una sola, definitiva e valida per tutti. 

Quindi è comprensibile che a noi “umani” non risulti proprio “spontaneo” definire la felicità.  Diciamo però che un’idea siamo sicuramente in grado di farcela, soprattutto perché in qualche modo sappiamo che la felicità è direttamente collegata alla Salute

Probabilmente questo è dovuto al fatto che il mondo, soprattutto adesso, evolve molto  velocemente per cui, se la nostra felicità è legata al raggiungimento di bisogni materiali che  cambiano, cambiano anche i parametri con cui dobbiamo avvicinarci ad essi e cercare di  raggiungere i nostri obiettivi, ma senza tradire gli ideali etici e morali. 

Per alcuni la felicità è fatta di “momenti di dimenticanza” della quotidianità (come diceva il grande  Totò), mentre per altri la felicità è il raggiungimento di obiettivi così elevati, da un punto di vista  razionale e spirituale, che essa si può ottenere solo con l’attività del Pensiero, in modo ascetico,  isolati, senza interferenze esterne: questo pensatore, per esempio, è sempre stato definito “il  Saggio”, che per i nostri tempi è forse un po’ troppo egoista. 

In definitiva, qualunque sia il concetto di felicità che ti è più vicino, o se comincerai a pensarci in  futuro, credo che l’importante sia almeno avere un’idea di quello che vuol dire davvero “vivere”.  Infatti, forse non è da scartare nemmeno la teoria secondo la quale “la felicità è la vita stessa”. 

Purtroppo in un mondo che cambia alla velocità della luce, dobbiamo adeguare le nostre priorità basate su valori etici e morali per ottenere un equilibrio e raggiungere la pienezza della nostra vita. Resteresti male sapendo quante persone non riescono ad esprimere se stesse; non solo, non  sanno indicare neanche una passione da seguire per cui valga la pena vivere, una sola passione,  una, per essere un po’ felici. 

Quindi per tante persone la felicità è proprio riuscire a “non avere problemi” magari dopo una vita  o un periodo molto stressante, molto pesante, pieno di scelte difficili. 

Sorrisi e Felicità

Non avere problemi = Felicità?

Questa visione la dobbiamo sicuramente accettare nel breve termine, cercando di immedesimarci  nel dolore della persona che abbiamo di fronte; ma dopo un po’ di tempo sarebbe limitante,  perché “essere felici”, oggi, vuol dire stare bene non solo con sè stesso ma anche con gli altri,  nelle relazioni, nel proprio lavoro, nei propri divertimenti.  

Ma allora, perché proprio un farmacista dovrebbe parlare di felicità?
Perché la felicità la puoi  raggiungere solo se sei “in salute”.

Infatti, è proprio quest’ultima descrizione di “essere felici” che lega la felicità alla definizione di  “Salute” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). 

Mi riferisco essenzialmente a quella del 1948 in cui “Salute” è indicata come “uno stato di  completo benessere fisico, mentale, psicologico, emotivo e sociale”.

Il mondo nel frattempo è molto cambiato e nel 2011 l’organizzazione mondiale della sanità ha aggiunto un’altra descrizione, ancora più specifica, cioè anche “la capacità di adattamento e di autogestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive”. 

D’altra parte senza salute come si fa ad essere liberi? Come siamo liberi se dipendiamo dai  medicinali, dall’alcool o da sostanze stupefacenti? Come si fa ad essere se stessi? Come si fa ad  essere felici in definitiva? 

E allora il mio concetto di salute sposa appieno le definizioni dell’OMS  

  1. È importante star bene con se stessi, da un punto di vista fisico, mentale, emotivo e psicologico, realizzando i propri obiettivi in modo etico, secondo le inclinazioni personali.
  2. È importante star bene con gli altri, raggiungere cioè un buon equilibrio in tutte le relazioni. 
  3. Ma dobbiamo essere consapevoli che questo equilibrio deve essere per forza “dinamico” e la sfida è proprio quella di conoscere bene le proprie capacità e i propri limiti, cosicché ci possiamo adattare ai cambiamenti in modo repentino, cavalcando l’onda della salute senza essere disarcionati. 

 

La cosa difficile oggi è proprio quest’ultima: conoscere se stessi e sapersi adattare rapidamente ai cambiamenti

Anzi, dico di più: bisogna saper prevedere prima possibile i cambiamenti, i segnali li possiamo percepire, le informazioni le possiamo trovare, molte volte manca solo la determinazione di partire e la costanza nel seguire le cose da fare ogni giorno. 

Si, un altro problema è proprio questo, fare le cose giuste “ogni giorno”! 

Sembra strano, ma anche questa è “salute”.  

Perché? 

Perché saper organizzare la giornata ti porta ad avere più tempo, per te e per la costruzione delle  tue relazioni, seguendo davvero le tue passioni. E finalmente vivere la tua vita con consapevolezza, secondo sani principi di prevenzione.

Abbiamo mai pensato a chi si ammala più facilmente? Chi è felice più spesso o chi ha parecchie preoccupazioni? 

Chiaramente, tutti gli studi moderni correlano lo stress cronico, derivante da una cattiva gestione  delle emozioni, a malattie più o meno gravi. 

D’altro canto, capire le emozioni , farle salire al cervello e diventare  una persona consapevole di quello che è successo in quel momento, è il primo grande risultato  per ridurre lo stress cronico. Questa cosa diventa ancora più importante e potente se capisci il meccanismo con il quale hai  “razionalizzato” questa emozione e ti permette di agire nello stesso modo ad ogni nuova potente turbamento, bello o brutto, che ti colpisce lo stomaco. 

Scommetto poi che hai sempre sentito dire che fare attività fisica “aiuta a scaricare” la tensione nervosa: vero, questo è il secondo imprescindibile passo verso la salute e la felicità. D’altra parte il nostro DNA parla chiaro, non siamo nati per stare fermi 8 ore ad una scrivania e nemmeno per  stare in piedi senza fare più di 5 passi di fila. 

Siamo fatti per muoverci con continuità, camminare, correre, scattare, saltare, nuotare.

Sport e Felicità

Siccome non possiamo pretendere di iniziare improvvisamente a fare uno sport agonistico, che forse sarebbe peggio, dobbiamo solo metterci in testa di voler fare attività fisica tutti i giorni,  cominciando gradualmente e poi adattandola con più precisione alle nostre caratteristiche. 

Si, gradualmente, ma “tutti i giorni”! 

E quando poi arriviamo ad un punto in cui il bisogno di attività fisica è così forte che usciamo a  camminare anche se piove a dirotto, non ci resta altro che imparare a “mangiare” meglioGià, l’alimentazione è fondamentale e purtroppo oggi non solo non sappiamo cosa mangiamo da un punto di vista nutritivo, ma neanche da un punto di vista qualitativo. 

Mi spiego meglio: ogni volta che mangiamo male, in media 4 volte al giorno, è come se prendessimo un medicinale sbagliato.  

Non possono esserci ulteriori spiegazioni. 

La chimica è chimica, gli atomi sono atomi e le molecole (cioè le strutture chimiche composte da  più atomi uniti tra loro) sono molecole, sia nei medicinali che nelle sostanze che mangiamo. Magari la potenza di una singola molecola usata come medicinale è molto maggiore, ma anche  un insieme di molecole sbagliate di piccola potenza, inglobate per anni nel nostro corpo, alla fine provocano danni importanti. 

Esempio: come mai all’improvviso una persona di 40 anni si misura la glicemia (lo zucchero nel  sangue) e la trova alta? E magari l’anno prima era invece nel range giusto? 

Perché dopo anni di tappabuchi, di pezze messe qua e là, di corse contro il tempo, all’improvviso  anche il nostro povero pancreas non ce la fa più…ha prodotto insulina a go go, i muscoli gliene hanno chiesta sempre di più, ogni giorno, per anni per tenere basso lo zucchero nel sangue, ma ora non può più tamponare la falla. 

Quindi, altro pilastro fondamentale della salute e della felicità relativa, il cibo, sapere cosa  mangiare e perché. Tutto questo può e deve essere attuato soprattutto come forma di prevenzione. Per questo, anche un farmacista con le giuste competenze fisiologiche, farmacologiche e chimiche può essere una figura di riferimento importante per capire come arrivare ad avere un  numero sempre maggiore di momenti di felicità, attraverso la salute e la prevenzione. 

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