Ti è mai capitato di voler fare un passo verso un sogno, ma di avere paura di realizzarlo ed affrontare le conseguenze?

È un classico, a chi non è mai successo almeno una volta?

Sei ad un passo dalla volontà di realizzare un sogno, quando d’un tratto ti dici: “ma no, è ridicolo” o semplicemente manca il coraggio per affrontare la situazione e getti la spugna…

In questi momenti della vita, accade qualcosa che a lungo andare, soprattutto quando si è adulti, può diventare pericoloso.

Succede che invece di fare quel passo, costruisci un confine immaginario fra te e il tuo sogno, lo ammiri, continui a desiderarlo, ma resti lì, a debita distanza. 

Lo sai che l’uomo è programmato per sognare?
Sogna e lo fa in grande… proprio per questo, non esisterà un solo desiderio nella sua vita.
E se per ogni desiderio dell’uomo esiste un confine che ne impedisce la realizzazione, questa paura di affrontare le situazioni ed agire lo porterà soltanto a costruire una gabbia.

Una gabbia fatta di tutti i confini che lo separano dalla realizzazione dei suoi desideri.

Questa gabbia, possiamo definirla evitamento.

evitamento

Che cos’è l’evitamento?

Si pensa che il contrario del coraggio sia la paura, ma non è così.

La paura infatti è un’emozione molto importante, perché ci permette di desiderare di andare oltre il suo velo e di affrontare le sfide della vita, ma con razionalità, costringendoci a mettere in gioco tutto per raggiungere il sogno.

Consideriamola quindi sana, salvo i casi in cui, se estremizzata, può diventare molto invalidante quando attiva il meccanismo di evitamento… eccolo, è proprio lui il contrario del coraggio!

L’evitamento infatti tenta di escludere anche la paura.

Sì perché non ci permette nemmeno di provarla, in quanto questa strategia comportamentale ci porta proprio ad eliminare qualsiasi cosa possa creare stati di malessere e negatività.

Possiamo definirlo figlio dell’ansia, infatti è un atteggiamento tipico che consegue le situazioni che provocano ansia, inoltre crea una sorta di dipendenza: dà sollievo per un momento e porta alla necessità di evitare ancora, per proteggersi. 

Insomma, è un vero e proprio meccanismo di difesa psichica per poter controllare al meglio le nostre emozioni. 

Credi sia difficile cadere nell’evitamento? 

Niente affatto, è più semplice di quanto si possa immaginare e spesso può avvenire inconsciamente, ecco alcuni esempi, anche banali, di evitamento.

  • Vuoi andare ad una festa di alcuni amici, ma hai paura di affrontare quella persona con cui non ti trovi molto bene, allora eviti.
    Ti difendi dalla brutta sensazione che potresti provare incontrando quella persona, ma ti precludi il divertimento della festa.
  • Vuoi partecipare ad un concorso, ma hai paura di non classificarti, perdere e fare una brutta figura, allora eviti.
    Ti difendi dalla sensazione di fallimento e vergogna che potresti provare, ma ti precludi il divertimento, la costruttività dell’esperienza e chissà, magari anche la vittoria.
  • Vuoi rispondere alla domanda del professore, sei sicura di sapere la risposta, ma non alzi la mano perché pensi comunque di sbagliare o ti senti inadeguata alla situazione, allora eviti.
    Ti difendi dalla sensazione di dubbio o vergogna che potresti provare, ma ti precludi la soddisfazione e l’aumento di autostima per aver dato la risposta esatta.

Questi sono solo alcuni esempi di cose che possono accadere nella vita di tutti i giorni e che a lungo andare, possono imprigionare in quella Comfort Zone che ci allontana dalle opportunità che la vita potrebbe offrirci.

Perché è questo che fa l’evitamento, ci allontana dalle opportunità e non solo, evitare sempre il problema per paura delle conseguenze non ci fa evolvere, crescere, ma soprattutto cambiare. 

evitamento
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Si può evitare l’evitamento?

Giochi di parole a parte… Sì!

L’evitamento si può superare, non è facile e nelle situazioni più invalidanti è sicuramente necessario l’aiuto di un terapeuta esperto, che possa gestire la problematica partendo dall’origine del problema.

Nei casi più semplici come l’evitamento di specifiche esperienze in modo ricorrente, oltre all’aiuto di un esperto, un primo passo da fare, potrebbe essere lavorare sulla volontà di agire!

Ad esempio è importante stilare una lista delle cose che puntualmente evitiamo.

Guardiamole bene in faccia per acquisirne consapevolezza e non rimandiamo più…
Appendiamo la lista in modo da poterla osservare tutti i giorni e piano piano, con pazienza, cerchiamo di raggiungere la volontà di depennare un po’ di evitamenti.

Si può uscire da questo circolo vizioso cominciando a rivalutare il peso delle emozioni che non abbiamo il coraggio di provare.

Avviciniamoci alla paura, proviamo ad accarezzarla… all’inizio non sarà una bella sensazione, ma quando ci renderemo conto che sarà proprio lei a portarci oltre il confine che ci eravamo imposti per farci incontrare le opportunità che non potevamo vedere, allora inizieremo anche a volerle bene. 😉

Concludiamo con una perla di Epicuro, che probabilmente già nel II secolo a.C aveva capito l’essenza del problema: 

“Siamo nati una sola volta, e non potremo essere nati una seconda volta; dovremo non essere più per l’eternità. Ma tu, benché non abbia padronanza del domani, stai rinviando la tua felicità. La vita si perde nei rinvii, ed ognuno di noi muore senza aver goduto una sola giornata.”

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