In questo articolo parleremo di uno dei rimedi più conosciuti e usati in omeopatia: la Belladonna.

Non vorrei annoiarti troppo parlando di come è fatta dal punto di vista botanico questa pianta, ma credo che una breve descrizione sia necessaria per capire a pieno il cuore e l’anima del rimedio.

L’Atropa Belladonna, questo è il suo nome e cognome, è una pianta perenne che cresce nelle zone montane e submontane (fino a 1400 m circa) dell’Europa centro meridionale.

Se ti stai chiedendo se la puoi trovare anche da noi in Italia passeggiando per le nostre meravigliose strade di montagna, la risposta è “certo che sì! Se dai uno sguardo ai margini dei boschi, delle radure e delle zone incolte e noti una pianta alta più o meno quanto te (1,5 m o un po’ di più), con fusto robusto, foglie grandi e ovali dall’odore spesso sgradevole, fiori viola che ricordano delle campanelle e bacche sferiche, nere e lucidissime, sappi che probabilmente è la Belladonna.

Nonostante sia una pianta bellissima, ti consiglio di guardarla bene, ma di non toccarla, né tanto meno di provare a cogliere le sue bacche, perché è molto velenosa! Non a caso se spesso si dice che “il nome è destino”, allora la denominazione Atropa Belladonna è cartello di pericolo scritto a grandi lettere e con le lucine rosse tutte intorno!

Le tre parche

Partiamo da una storia.

Nella mitologia greca Àtropo era una delle tre Parche, queste rappresentavano il fato ed erano tre: Cloto, che tesseva il filo della vita, Lachesi, che avvolgeva il tutto sul fuso e decideva quanto filo spettasse a ogni uomo per determinarne la lunghezza della sua vita e infine proprio Atropo, che con delle forbici d’oro tagliava questo filo determinando la fine di ogni esistenza. Questo per farti capire quanto la Belladonna sia sempre stata riconosciuta come una pianta dagli effetti mortali.

L’origine del termine Belladonna invece è sicuramente più vezzoso e curioso. Infatti le donne veneziane del Rinascimento utilizzavano il succo delle bacche per dilatare le pupille e avere uno sguardo più seducente! Queste signore però non avevano scoperto nulla di nuovo, perché questa era una pratica utilizzata già molti secoli prima dalla famosa Cleopatra.

Passiamo ora a qualche piccola curiosità. Lo sapevi che le bacche della Belladonna nella tradizione popolare venivano anche chiamate “ciliegie del diavolo” oppure “bacche delle streghe”? Esatto, proprio così. Il motivo di questi nomi deriva dal fatto che la pianta veniva usata per pratiche di stregoneria oppure per commettere omicidi. Insomma, un vero e proprio elisir di morte e follia.

Dopo queste breve introduzione generale, passiamo adesso al rimedio Omeopatico Belladonna!

Ricordi cosa ti avevo detto nello scorso articolo di introduzione all’omeopatia? Azzera di nuovo il tuo modo di pensare e tieni sempre a mente i due concetti fondamentali che ti avevo spiegato, ovvero:

  • il simile cura il simile,
  • curare la totalità.

 

Partendo da questo presupposto, credo che il modo più efficace di darti delle spiegazioni sia quello di “dipingere piano piano un ritratto del rimedio omepatico Belladonna” e  di fartelo visualizzare come se fosse una persona in carne ed ossa. In questo modo, se vuoi, potrai disegnarlo nella tua mente e riconoscerlo tutte le volte che ne avrai bisogno. Preferisco utilizzare questo approccio proprio per aiutarti a memorizzare tante informazioni, che altrimenti sarebbero un’inutile lista della spesa di tantissimi sintomi che credo creerebbe solo confusione.

Ho bisogno di fare così anche perché  in omeopatia un rimedio non serve solo per curare un’unica malattia, ma è capace di agire in profondità e risolvere molti problemi di fondo. Ti dico questo perché molti attribuiscono erroneamente ai rimedi più famosi una sola proprietà terapeutica. Ti faccio un esempio. La Belladonna, giusto per rimanere in tema, è considerata il paracetamolo omeopatico, ovvero una sostanza capace di abbassare la febbre in tutte le persone, senza tenere conto delle caratteristiche individuali e della totalità dei sintomi. 

Allora prendiamo in mano il pennello e tracciamo il disegno del rimedio omeopatico Belladonna.

Immaginiamo che Belladonna sia una giovane ragazza. 

Partiamo descrivendo il suo viso. Belladonna ha le guance rosse rosse che emanano un calore esagerato, quel calore talmente intenso da sembrare un tizzone di carbone ardente. Se le sfiori il volto, la tua prima reazione sarà quella di tirare indietro la mano per il troppo bruciare della pelle. In questo caso, secondo me, le due parole chiave da ricordare sono calore e rossore.  

Le pupille sono talmente tanto dilatate da non riuscire a capire il vero colore degli occhi; per questo motivo Belladonna chiede sempre di tirare giù le tapparelle e di rimanere al buio, perché non sopporta proprio la luce.

Il naso è caratterizzato da un’estrema secchezza che si accompagna a sanguinamenti abbastanza intensi e talvolta a un muco bianco e viscoso. Se Belladonna spalanca la bocca, ecco comparire una lingua secca con l’aspetto simile a un bel lampone rosso. Ricorda, lei ha sempre molta sete e chiede acqua fredda in continuazione. Per questo motivo sente la gola gonfia, dolente, infiammata e rossa, la sua tosse è anch’essa molto secca e stizzosa. Una cosa davvero buffa di Belladonna che voglio raccontarti è che va pazza delle cose acide; è sicuramente la prima della fila al chiosco della limonata! Probabilmente queste, insieme all’acqua fredda sono le due cose che più le fanno sollievo!

Se farai visita a Belladonna quando è malata e con la febbre, la troverai imbacuccata e rannicchiata sotto le coperte, nel tentativo di proteggersi da tutte le fonti di aria fredda perché non tollera nemmeno uno spiffero che esce dalla finestra!

Fiore Belladonna

Ti dico una cosa, se per caso provi ad avvicinarti al suo letto, fai attenzione a non smuoverlo troppo, scosse anche lievi oppure piccoli sussulti e movimenti la aggravano molto. Non ti impressionare poi: è probabile se quando ha la febbre altissima, sia in preda alle allucinazioni e presa dal più completo delirio!

Scendendo giù nel resto del corpo, Belladonna si sente sempre infiammata, con dolori articolari brucianti e improvvisi; le articolazioni sono spesso gonfie e l’unico modo per avere un po’ di sollievo è quello di rimanere immobile. 

Belladonna è la classica ragazza con i piedi e le mani sempre gelati, quella che la notte cerca il compagno sotto il piumone per fare piedino e riscaldarsi; è una che ruba la coperta e ha i piedi come ghiaccioli, non è proprio il massimo per uno che vorrebbe solo dormire in pace! Se aggiungiamo poi che ha un sonno agitato, si dimena, ha gli incubi e parla nel sonno, credo che per starle accanto serva proprio un santo!

Siccome l’abito non fa il monaco, allora conosciamo un po’ meglio la personalità di Belladonna. Tieni presente che quando vuole sa essere molto allegra ed esuberante, balla, ride e canta, ma se avverte una situazione di minaccia improvvisa, cambia completamente il suo atteggiamento e subentrano in lei paure ed ansie. La sua reazione è sempre quella di darsela a gambe levate e scappare il prima possibile. Diciamo che se ci dovessimo trovare in pericolo non credo sia conveniente fare affidamento su di lei perché non si fermerebbe per salvarci.

Concludendo questo ritratto di Belladonna voglio lasciarti alcune parole chiave che descrivono questo rimedio:

  • Calore
  • Gonfiore
  • Rossore
  • Infiammazione
  • Paura delle cose improvvise

 

Mi preme anche sottolineare che in omeopatia attribuire una sola indicazione terapeutica, ovvero una malattia da curare, a un rimedio è la cosa più sbagliata che si possa fare. In linea di massima se ti ritrovi nella descrizione del rimedio che ti ho fatto, probabilmente, potrebbe essere adatto a te e alla totalità dei tuoi sintomi. Non addentrarti però nel fai da te e chiedi sempre aiuto al medico o al farmacista.

Credo di averti detto quasi tutto o almeno lo spero! Ti aspetto al prossimo articolo.

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Farmacista