“Una rondine non fa Primavera… ma l’allergia si”, è proprio il caso di dirlo! Anche se Madre Natura è sempre attiva, è durante questo particolare periodo dell’anno che riesce a dare il meglio di sé. E se da una parte giardini, boschi e parchi diventano luoghi incantevoli dove poter godere di giornate più lunghe e soleggiate, dall’altra i pollini possono diventare l’incubo peggiore dei soggetti allergici.

Immaginiamo di essere nel pieno della stagione dei pollini e delle fioriture. Come riconoscere un attacco di allergia da uno influenzale o parainfluenzale? Purtroppo per i più avvezzi a questo genere di disturbi la risposta è scontata perché sono abituati a bisticciare con i “doni”, chiamiamoli così, di Madre natura. 

Per gli altri non è così scontata la cosa. Lo so perché il periodo che va da Marzo a Giugno è di intenso lavoro in farmacia a causa di un sovrapporsi di questi due malanni.

Allora impariamo a fermarci un attimo e ascoltare quello che il nostro corpo e soprattutto il nostro sistema immunitario vogliono dirci, senza prendere decisioni avventate sulle terapie da affrontare.

Ti troverai quindi di fronte a:

  • Naso chiuso, congestionato, gocciolante e che pizzica;
  • Starnuti frequenti;
  • Occhi gonfi, arrossati e che bruciano, solitamente senza “cispa”;
  • Marcata lacrimazione;
  • Tosse secca o con muco, prettamente trasparente o biancastro, mai giallo;
  • Prurito in corrispondenza del palato.

 

Ora che abbiamo capito come si presenta il nostro “nemico”. Cerchiamo di “assumere” il più valido alleato per poterlo combattere. È vero che la Natura sa essere tanto crudele, quanto generosa, dà e toglie e in questo caso ci offre la soluzione per combattere questo inconveniente e darci l’opportunità di riscoprire a pieno le meraviglie della Primavera!
Sto parlando del Ribes nigrum, il principe dei rimedi stagionali.

ribes nigrum

Caratteristiche “fisiche” del Ribes nigrum

Se ti va, tracciamo insieme l’identikit di questo prodotto fitoterapico in modo che tu possa riconoscerlo subito in caso di bisogno.

  • Nome e cognome: Ribes nigrum L., Ribes nero per gli amici!
  • Altezza: 1,5 m, e aggiungerei che nella botte piccola ci sta il vino buono.
  • Luogo di origine: Europa centro-settentrionale e Asia settentrionale.
  • Famiglia: Grossulariaceae.
  • Parenti più prossimi: Ribes rosso, quello usato anche in cucina per decorare i dolci, e il Ribes bianco.
  • Segni particolari: frutti costituiti da bacche nere, tonde e lucidissime.

 

“Curriculum Vitae”

Passiamo adesso a scrivere nero su bianco il “Curriculum Vitae” di questa pianta, che, permettimi di dire, è di tutto rispetto, e non si limita solo all’allegria stagionale. Vediamo ora nel dettaglio il ruolo che ogni sua parte può avere. Potremmo quasi azzardare nel dire che tutte le componenti del Ribes nigrum giocano come in una squadra di lavoro! Sì, sono una squadra, un vero e proprio team, con ruoli ben delineati, ma un unico obiettivo: quello di aiutarci con i piccoli malanni quotidiani.

ribes nigrum

Le gemme

Parliamo delle gemme. Il lavoro che svolgono per la stragrande maggioranza del tempo è quello di cortisone naturale. Il Ribes nigrum ha infatti questa funzione che esplica in due modi:

  1. Stimola la produzione di cortisolo da parte della corteccia del surrene;
  2. Si lega a dei recettori specifici come se fosse cortisone vero e proprio.

Per tale motivo il macerato glicerico, che ti ricordo essere un mix di glicerina, alcol e gemme del Ribes nero, è un degno sostituto del cortisone durante gli attacchi di allergia stagionale.

Se da un lato i benefici del farmaco vero e proprio sono ben noti a tutti, dall’altro sono innegabili i suoi effetti collaterali a carico del sistema immunitario, della glicemia, della pressione sanguigna e dello stomaco. Quindi perché non godere dei benefici del Ribes nigrum, senza tutti questi “intoppi” poco piacevoli? 

Le foglie

Le foglie essiccate di questa pianta non sono da meno rispetto alle gemme!  Alcune sostanze chiamate flavonoidi, estratte dalle foglie di Ribes nero, riducono la produzione di sostanze infiammatorie e inibiscono gli stessi enzimi pro infiammatori che sono il bersaglio di farmaci famosissimi come l’acido acetilsalicilico (i FANS).

I semi

I semi, usati come olio, contengono invece moltissimi acidi grassi polinsaturi (i famosi omega 3) che come sappiamo sono coinvolti nella regolazione di diversi processi biologici tra cui la sintesi del colesterolo. 

I frutti

Infine i frutti, quindi le bacche nere di cui ti ho accennato prima, sono ricchissime di tannini e flavonoli come la quercetina e di antocianine, utilissime nei disturbi oculari. Ultima, ma non per importanza, è la grande quantità di vitamina C dall’azione immunostimolante e antiossidante che si trova all’interno di questi frutti bellissimi.

Abbiamo visto in pochi e semplici passi, come il Ribes nigrum sia un alleato indispensabile per combattere molti disturbi e piccole patologie e come ogni parte della pianta sia in grado di avere “specializzazioni” specifiche.

Sta a te adesso decidere se può essere il rimedio giusto!
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Farmacista